Massimo Zona – ROSSO TEATRO

3.5 su 5 in base a 2 valutazioni del cliente
(2 recensioni dei clienti)

10.00

Mauro Baveni non è un normale cinquantenne in pensione. La vita ordinaria che conduce nella vecchia casa che fu dei genitori, in un piccolo paese del casertano, non riesce a tenerlo lontano dalle sue passioni: le donne, senz’altro, ma soprattutto l’azione. Dopo una vita spesa nei Servizi, si è reinventato detective privato per non morire di noia e arrotondare la pensione. Mentre cerca di raccattare i cocci di una vita familiare andata a rotoli, contornato da vecchi e nuovi amici, i guai come al solito lo andranno a cercare. Si lascia così catturare dall’intrigo di una donna e di una terra sporca, segnata dalla camorra e dal malaffare, dove la sua etica elementare lo porterà a dover scegliere tra bene e male, tra amore e giustizia. Davvero sarà tutto bianco o nero, senza chiaroscuri e senza tentennamenti di sorta? Di certo il male va sradicato dal profondo. È la sua filosofia di vita. E di morte

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Descrizione prodotto

Massimo Zona:

ROSSO TEATRO

(Collana Mauro Baveni Detective)

 

Rilegatura: brossura, copertina plastificata opaca
Formato 15×21; pp. 200

Piccola Editalia 2015

2 reviews for Massimo Zona – ROSSO TEATRO

  1. 2 di 5

    :

    www.questionedilibri.it/recensione-di-rosso-teatro-di-massimo-zona/
  2. 5 di 5

    :

    Angolo di Michele Mauro Baveni, il personaggio principale, non è un normale cinquantenne in pensione. La vita ordinaria che conduce nella vecchia casa che fu dei genitori, in un piccolo paese del casertano – per quanto innanzi detto ritengo si tratti proprio di Calvi Risorta – non riesce a tenerlo lontano dalla sua passione per le donne, ma soprattutto per l’azione. Dopo una vita spesa nei Servizi, si è reinventato detective privato per non morire di noia e arrotondare la pensione. Mentre cerca di raccattare i cocci di una vita familiare andata a rotoli, contornato da vecchi e nuovi amici, i guai come al solito lo andranno a cercare. Si lascia così catturare dall’intrigo di una donna e di un ambiente dominato dalla camorra e dal malaffare. Per uscirne ‘alla grande’. Ma c’è una parte del romanzo che mi ha particolarmente colpito ed in cui mi sono ritrovato per mie vicende personali, essendo anch’io divorziato e padre, a somiglianza di Mauro, di tre figli. Ovvero quella in cui Mauro riceve una lettera dal figlio Mariano, il cui testo riporto qui di seguito integralmente, giacchè, oltre ad essere di per se molto bella, è anche, perlomeno così è apparsa a me, toccante. Non lo nascondo e non mi vergogno a dirlo, mentre scrivevo mi è venuto più volte un groppo alla gola tanto mi sono riconosciuto nella situazione. “Ciao papà, è un po’ di tempo che non ci sentiamo e in occasione delle feste di Natale ho creduto opportuno scriverti. Ho parlato molto, in questi ultimi tempi, con le mie sorelle, e ci siamo detti che, forse, come figli abbiamo sbagliato qualche cosa nei tuoi confronti. Abbiamo attribuito solo a te la colpa della separazione con mamma, ti abbiamo addebitato probabilmente anche colpe che tu non hai mai avuto, ma ci riusciva difficile pensare che mamma avesse cambiato atteggiamento e interessi sentimentali, da un giorno all’altro, senza una tua effettiva responsabilità. Non ti abbiamo però dato alcun modo di parlare, né di far sentire le tue ragioni. Premesso che, come diceva il Manzoni, il torto e la ragione non si tagliano mai con un taglio netto, ti chiedo personalmente scusa di questo atteggiamento più consono ad adolescenti, che a donne ed uomini ormai cresciuti. Tu del resto non hai fatto nulla per cercarci, ma conoscendo il tuo carattere non ne sono rimasto sorpreso. Ti sei ritirato in buon ordine, lasciandoci soli con i nostri dubbi e le nostre certezze infondate. D’altra parte, però, non ti sei mai dimenticato di noi, facendoci arrivare un tuo pensiero ad ogni ricorrenza, onomastico o compleanno che fosse, a noi e ai nostri figli, tuoi nipoti, che tu conosci pochissimo, ma che sono sicuro amerai molto solo per il fatto di essere nostri figli. Non ti nascondo di avere personalmente molto apprezzato questi pensieri, che arrivavano sempre al momento giusto a sollevare le sorti di un professore universitario dallo stipendio non brillantissimo; so per certo però che i tuoi pensieri sono stati sempre molto apprezzati anche da Francesca e Jessica. Mi chiedevo perciò se ti avrebbe fatto piacere passare il prossimo Natale con noi, con tutti noi, essendo io incaricato di sondare il terreno, per così dire. Avresti tutti i motivi per mandarci a quel paese e capirei benissimo se tu lo facessi. Proprio per questo attendo una tua risposta. Ti abbraccio. Mariano”. Tornando al romanzo, la storia si sviluppa a ritmo serrato, per cui il lettore è costantemente stimolato ad affrettarne la lettura. La prosa è estremamente scorrevole. I personaggi sono dipinti così bene anche nei dettagli da risultare reali. Questi sono tutti i buoni e reali motivi che mi inducono a consigliarne la lettura. Di certo non vi annoierete!

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